Logo

“Sing Street “ 22 gennaio 2018 Ca’ Dei Ricchi Treviso

IL CINEMA: COSA CI RACCONTA DI NOI? Di Paola Brunetta

Da sempre il cinema ha rappresentato uno strumento – chiave per la comprensione dell’uomo. O meglio: dalla sua nascita possiamo trovare i film realistici, che indagano la realtà in tutti i suoi aspetti, dall’ambiente fisico e sociale a quello umano/ psicologico, e quelli improntati al fantastico, nei vari generi che hanno poi composto il cinema d’evasione. Tousentout fa riferimento al primo di questi filoni perché il suo interesse è la comprensione dell’uomo in tutti i suoi aspetti, dal punto di vista sia fisico che spirituale ed emozionale, nella sua realtà esteriore ed interiore e nelle sue relazioni con i suoi simili – gli altri esseri umani. Per mettere al centro l’amore, la grazia e la bellezza, che vogliono dire libertà. E connessione tra tutti e con il tutto.
Questo è il significato della prima rassegna cinematografica di Tousentout (novembre 2016/ aprile 2017), che ha scelto la leggerezza come chiave per entrare nella psicologia dei personaggi e nel mondo del cinema nel suo complesso, partendo dal filone della commedia esplorato in tre momenti e in tre luoghi del suo percorso recente. La seconda rassegna (giugno/ novembre 2017) ha alternato invece i registri (dal “leggero” all’impegnativo e a volte anche al drammatico) e ha presentato opere che spaziavano dal tema delle relazioni (affettivo/ amorose, familiari, amicali) a temi più strettamente psicologico/ esistenziali, passando per delle fasi particolari della vita delle persone, come l’adolescenza. E lo stesso farà la terza, che si apre quest’oggi.
Il film di questa sera, Sing Street di John Carney (Irlanda 2016), presentato al Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, si sofferma sull’adolescenza raccontando in maniera lieve ma profonda, e con tocco delicato, la vicenda di un ragazzo che fonda una band nella Dublino degli anni Ottanta, per conquistare la giovane di cui è innamorato. Carney, conosciuto per Once (2006) e musicista egli stesso, realizza una commedia sentimentale che in realtà è molto di più, mescolando abilmente musica, sentimenti e ricordi e aprendo alla speranza nel futuro, che i protagonisti sognano molto diverso da quello che il contesto sembra offrire loro.
Paola Brunetta è docente di Materie Letterarie presso un Istituto superiore di Treviso e counsellor in Analisi Transazionale. Appassionata di cinema da sempre, ha vinto nel 1991 il premio “Ferrero” per giovani saggisti e critici di cinema e da quel momento ha collaborato con «Cinema & Cinema», «Cineforum», «Cineclub», «Lettera dall’Italia» (bollettino dell’Enciclopedia Treccani), «Quaderni del CSCI», «Finnegans» online e con l’archivio di «Ciak». Ha contribuito al testo Luci sulla città. Treviso e il cinema e ha presentato e realizzato conferenze, serate e cicli di film in città e provincia, collaborando anche con l’associazione Enzimi. Dal 2009 scrive regolarmente su «Cineforum» ed è stata per due volte ospite di “Ring! Festival della critica cinematografica” ad Alessandria. Coordina insieme ad una collega la Giuria della Scuola del Sole Luna Doc Film Festival.

Tags:

Trackback dal tuo sito.

Seguici sui nostri canali social

Iscrizione Newsletter

Privacy