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La Pazza Gioia

IL CINEMA: COSA CI RACCONTA DI NOI?

Articolo di Paola Brunetta

25 settembre 2017 da TRA ore 20:30

Da sempre il cinema ha rappresentato uno strumento – chiave per la comprensione dell’uomo. O meglio: dalla sua nascita possiamo trovare i film realistici, che indagano la realtà in tutti i suoi aspetti, dall’ambiente fisico e sociale a quello umano/ psicologico, e quelli improntati al fantastico, nei vari generi che hanno poi composto il cinema d’evasione.

Tousentout fa riferimento al primo di questi filoni perché il suo interesse è la comprensione dell’uomo in tutti i suoi aspetti, dal punto di vista sia fisico che spirituale ed emozionale, nella sua realtà esteriore ed interiore e nelle sue relazioni con i suoi simili – gli altri esseri umani. Per mettere al centro l’amore, la grazia e la bellezza, che vogliono dire libertà. E connessione tra tutti e con il tutto.

Questo è il significato del gruppo cinema di Tousentout e della sua prima rassegna cinematografica (novembre 2016/ aprile 2017), che ha scelto la leggerezza come chiave per entrare nella psicologia dei personaggi e nel mondo del cinema nel suo complesso, partendo dal filone della commedia esplorato in tre momenti e in tre luoghi del suo percorso recente. La seconda rassegna alternerà invece i registri (dal “leggero” all’impegnativo e a volte anche al drammatico) e i temi, presentando opere che spaziano dal tema delle relazioni (affettivo/ amorose, familiari, amicali) a temi più strettamente psicologico/ esistenziali, passando per delle fasi particolari della vita delle persone, come l’adolescenza.

Il film di questa sera, La pazza gioia di Paolo Virzì (2016), presentato al festival di Cannes e vincitore di cinque Nastri d’argento nel 2016 e di altrettanti David di Donatello nel 2017, racconta in maniera delicata e con tinte agrodolci la storia dell’incontro tra due donne, Beatrice e Donatella, all’interno di una struttura per la cura dei disturbi mentali, seguendole in avventure anche rocambolesche al di fuori di essa. Riso, pianto, comprensione e soprattutto umanità di intersecano in questa narrazione, nella quale ognuna delle protagoniste, grazie all’altra, compie un percorso di vita che la porta a una consapevolezza maggiore di sé e della realtà.
Paola Brunetta è docente di Materie Letterarie presso un Istituto superiore di Treviso e counsellor in Analisi Transazionale. Appassionata di cinema da sempre, ha vinto nel 1991 il premio “Ferrero” per giovani saggisti e critici di cinema e da quel momento ha collaborato con «Cinema & Cinema», «Cineforum», «Cineclub», «Lettera dall’Italia» (bollettino dell’Enciclopedia Treccani), «Quaderni del CSCI», «Finnegans» online e con l’archivio di «Ciak». Ha contribuito al testo Luci sulla città. Treviso e il cinema e ha presentato e realizzato conferenze, serate e cicli di film in città e provincia, collaborando anche con l’associazione Enzimi. Dal 2009 scrive regolarmente su «Cineforum» ed è stata per due volte ospite di “Ring! Festival della critica cinematografica” ad Alessandria. Coordina insieme ad una collega la Giuria della Scuola del Sole Luna Doc Film Festival.

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